Giornata dei Giusti dell’Umanità, 6 marzo 2026

Auditorium scuola primaria, via Roma 9, ore 20.45 in punto

La Giornata dei Giusti dell’Umanità, che ricorre il 6 marzo, ci ricorda che sono esistiti ed esistono “semi di luce”,  persone che davanti al male, hanno rischiato la propria sicurezza o addirittura la vita, pur di salvare qualcuno. 

Moshe Bejski, sopravvissuto alla Shoah, ha voluto onorare chi ha salvato gli ebrei durante la Seconda guerra mondiale; per questo ha ideato il primo giardino nel 1962 a Gerusalemme, presso il memoriale di Yad Vashem, piantando alberi per ogni Giusto tra le Nazioni riconosciuto. 

L’associazione Gariwo ha creato oltre 200 Giardini dei Giusti nel mondo per estendere il concetto a tutti i genocidi (Armeni, Ruanda, etc.). In Italia, il primo è stato creato nel 2003 al Monte Stella di Milano, dal Comune e Gariwo.

Da anni Il Testimone segue con interesse le iniziative di Gariwo; quest’anno ha collaborato con diversi soggetti sul territorio clusonese per coltivare la memoria del Bene, forse ancora più impegnativa e attuale della memoria del male.

E’ nata così la volontà di collaborare con l’Istituto di Istruzione Superiore Andrea Fantoni di Clusone, che ospita dal 2025 uno di questi giardini, in particolare dedicato ai Giovani Giusti. Gli studenti hanno scelto di onorare la figura di Aleksandra Skochilenko, attivista russa che in modo creativo ma rischioso, ha cercato di rompere il muro della censura russa sull’invasione dell’Ucraina.

Gariwo ha riconosciuto “Sasha” come Giusta per l’Informazione: la giovane donna è stata condannata ad 8 anni di carcere per 5 piccoli fogli incollati sulle etichette dei prodotti di un supermercato. E il suo processo ha fatto da cassa di risonanza della privazione russa di un diritto che noi diamo per scontato: quello alla libertà di pensiero, di stampa, alla libera circolazione delle informazioni. Una privazione che segnala un grave indebolimento della democrazia.

Ma se la memoria vuole essere viva deve interrogarci: la nostra democrazia come sta? L’informazione in Occidente è libera, o l’ambiente digitale in cui la maggioranza dei cittadini ottiene informazioni sul mondo è strutturato da forze che hanno tutto l’interesse a creare disinformazione, polarizzazione ideologica, disorientamento e di conseguenza l’esigenza di semplificare i problemi, per non perdersi nell’universo dell’infosfera?

Ecco allora che la scelta di onorare Sasha Skochilenko al Fantoni si è incontrata con la sensibilità del Testimone: come possiamo aumentare il nostro “potere” attraverso una maggiore consapevolezza dei rapporti tra informazione e democrazia nell’era digitale?

Il Testimone ha invitato Marco Gambaro, docente dell’Università Statale di Milano, a districare la complessità delle questioni e degli interessi che sono in gioco.

Gli studenti che hanno lavorato al progetto del Giardino dei Giusti al Fantoni, non hanno voluto fermarsi alle “parole”, seppure fondamentali, ma hanno risposto ad un appello del Banco di solidarietà di Bergamo (rivolto a tutte le scuole superiori) e stanno pertanto raccogliendo viveri a scuola, ma lo faranno anche durante la serata: ciascuno è invitato a contribuire anche solo con un pacco di pasta, per dimostrare che il potere di fare un’azione giusta è alla portata di ciascuno di noi.

Una serata in collaborazione con la scuola dunque, con l’ambizione di rivolgersi non solo a tutti coloro che hanno a cuore i temi della democrazia, ma anche a tutti coloro che si apprestano a costruire il mondo e il proprio futuro dentro di esso.


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